Il contributo fa il punto sulla questione irrisolta degli assi/dupondi e sesterzi di età imperiale romana che recano la contromarca XLII. Dopo una ricapitolazione critica di tutte le posizioni precedenti l'autore, anche grazie a recenti ritrovamenti effettuati a Roma (ex cinema Trevi e Palatino), opta per l'origine italiana e la paternità vandala delle monete, mentre ne rialza la produzione alla metà/seconda metà del V secolo.