Il contributo presenta un cratere a calice di notevole qualità, quasi inedito e conservato nel Museo Nazionale di Atene. Su questo tipico recipiente da simposio sono conseguentemente dipinte scene dionisiache, e cioè un satiro che rincorre una menade. Il motivo, già ben conosciuto in età tardoarcaica si sviluppa in maniera più sfumata e poetica nei primi decenni del V sec. a.C., lasciando chiaramente trasparire un intento erotico, ma amoroso e non violento. Più difficile risulta l’attribuzione ad un pittore o ad una scuola che gli autori, grazie a confronti con opere conservate nei maggiori musei d’Europa e degli Stati Uniti, riescono però a circoscrivere alla cerchia del Pittore di Tithonos.