Il contributo si occupa di Arianna e di Anfitrite, due figure per certi versi assai simili e spesso confuse tra loro. Entrambe sono spose famose: Arianna si unisce a Dioniso e Anfitrite – prima nereide, poi dea – si unisce a Posidone. Quando sono rappresentate come spose in pittura vascolare sono però difficili da riconoscere per la mancanza o l’ambiguità di attributi caratterizzanti. Analizzando un’idria attica di V sec. al Louvre, che presenta in un’unica processione entrambe le coppie in questione introdotte da Hermes, l’autrice si addentra nel significato volutamente ambiguo del loro accoppiamento iconografico. Si tratta dell’addio delle mogli agli dèi in partenza per la guerra contro i Giganti (come proposto finora) o piuttosto si voleva mettere in risalto i due incontri amorosi per antonomasia, quello esclusivamente divino e quello tra un dio e la principessa cretese abbandonata a Nasso? L’autrice – appoggiandosi a rappresentazioni del mito in età arcaica – propone la seconda variante, quella dell’amore e dell’unione paradigmatica, in origine il cosiddetto hieros gamos , che per entrambe le coppie avviene proprio sull’isola di Nasso.