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L'archaia agorà di Apollodoro e Melanzio. Considerazioni su un problema topografico dell'Atene di età arcaica

Autor Annarita Doronzio
Published in Quaderni Ticinesi, Volume XL (2011)
Ticino Notebooks
Pages 15-86 (72 pages)
Number
N#
L219389
 

Abstract

Il contributo è di tipo topografico ed è volto alla soluzione di uno dei problemi-chiave dell’Atene di VI sec. e cioè la localizzazione dell’agorà arcaica. In un’indagine quasi criminalistica, l’autrice considera criticamente le allusioni in merito reperibili nelle fonti scritte, mentre l’analisi della documentazione archeologica sarà presentata l’anno prossimo sui nostri Quaderni. Da alcuni anni sempre più studiosi sostengono che sia esistita un’agorà più antica a quella ben conosciuta nel quartiere del Ceramico e, grazie ad alcune fonti, la localizzano in via ipotetica alle pendici orientali dell’Acropoli, cioè dalla parte opposta dell’attuale. Quest’ipotesi ricostruttiva comporta diverse pesanti conseguenze topografiche e costringerebbe a spostare o reinterpretare tutta una serie di altri edifici famosi di Atene, conosciuti solo dalle fonti o interpretati sulla base dell’archeologia. Inoltre, l’operazione ha costretto gli studiosi ad arrischiate congetture, come ad esempio la ricerca sul terreno di un più antico accesso monumentale all’Acropoli diverso da quello con i Propilei, oppure a diatribe inutili intorno all’Aglaurion, il santuario con grotta legato alle Arrefore. La ricerca della Doronzio, che coinvolge anche eventi storici di ampia portata quali il disarmo degli Ateniesi da parte di Pisistrato o l’assalto dei Persiani all’Acropoli nel 480 a.C., si inoltra nel puzzle interpretativo delle fonti, tenendo presente che, se si muove un pezzo, si crea subito una nuova situazione anche per tutti gli altri. La conclusione, ancora parziale, è articolata. Le fonti scritte non sembrano attestare davvero l’esistenza di una seconda agorà più antica a quella conosciuta del Ceramico e vanno interpretate in maniera più corretta. Per la collocazione dei grandi eventi storici citati sopra lo sfondo topografico più ideale rimangono le pendici nord-ovest dell’Acropoli, cioè la parte più teatrale e imponente del sito, dove proprio dopo l’invasione persiana furono riutilizzati in maniera propagandistica i blocchi degli edifici distrutti. Le conclusioni definitive sono previste per l’anno venturo su questa rivista e con l’analisi archeologica e la testimonianza intrigante di Tucidide che collocava il centro dell’Atene più antica a sud e non a ovest dell’Acropoli. Staremo a vedere.

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