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I capelli di Carlo il Calvo. Indagine sul ritratto monetale nell’Europa medievale / Volume 7

I capelli di Carlo il Calvo. Indagine sul ritratto monetale nell’Europa medievale / Volume 7
Autor Lucia Travaini
Part of Monete
Volume Volume 7
Publication year 2013
Publisher Edizioni Quasar
Publication location Rzym, Italy
Languages Włoski
Number of pages 344
ISBN-10 8871404920
ISBN-13 9788871404929
OCLC number 881297536
Number
N#
L109488

Topic

Types of objects Coins
Duke Charles I, Charles I, Charles I, Charles I

Abstract

Come leggere un ritratto monetale medievale? L’autrice accompagna il lettore in un mondo visivo mai esplorato finora con questa ampiezza, ricostruendone le origini a partire dai precedenti nel mondo greco e romano, ed esplorando immagini sovrane dall’alto Medioevo fino agli inizi del Rinascimento in tutta Europa. Sono ritratti tipologici, di categoria: un re ha corona e scettro; un vescovo mitra e pastorale; un duca è armato. Non si può cercare una fisionomia realistica in un tempo in cui il concetto di individuo era molto diverso dal nostro: semmai si potevano indicare baffi o barba, anche se non sempre possiamo essere certi della loro effettiva ‘realtà’. Ma perché Carlo il Calvo? Il soprannome di quel sovrano anticipa questa conclusione: Carlo sembra avesse infatti molti capelli e sui rari ritratti monetali le foglie della corona d’alloro si intrecciano ai capelli: nome, ritratto e fisionomia sono elementi non sempre in accordo. I ritratti erano importanti: segno di potere e di forte affermazione, mostravano la presenza del signore e ne manifestavano l’autocoscienza. Per un ritratto monetale – di qualsiasi periodo e forma esso fosse – era imprescindibile un presupposto giuridico e non sono rari gli ‘abusi di ritratto’, come quello di Azzone Visconti a Cremona; ma si conoscono anche sovrani che non furono interessati a esporsi su moneta, e altri che invece ci provarono senza successo a causa dell’opposizione locale. In queste pagine incontreremo la treccia annodata di re Dagoberto I e gli occhi globulari di un re norvegese, le immagini di Barbarossa e Federico II e di molti altri. Tra Medioevo e Rinascimento il marchese di Mantova ebbe due ritratti monetali: il primo, ‘medievale di categoria’ come uomo d’armi a figura intera nel 1446, ed il secondo, ‘del Rinascimento’ con la sola testa nel 1472, quando ormai egli aveva raggiunto uno status adeguato nel quadro politico del tempo: il marchese era un uomo accorto e conosceva le regole, anche quelle del ritratto. 

Recensione in Deutsches Archiv für Erforschung des Mittelalters, 73.1, 2017 (leggi la recensione) e sulla Revue Belge de Numismatique, 161, 2015 (leggi la recensione)

Sommario:

Esergo. 
Introduzione. 

1. Il ritratto monetale nel medioevo: premesse. I capelli di Carlo il Calvo: ragioni di un titolo. 
Che cos’è un ritratto? L’uso del termine ritratto. 
Ritratti nel Rinascimento. Fisionomico e fisiognomico. 
Ritratti nel medioevo. A destra, a sinistra, di fronte. 
L’immaginario, il simbolico e la realtà fisica. 
Barbe e capelli. 
Ritratti monetali come casi storiografici. 
Che cosa fa grande un re? La “propaganda” e la reazione del pubblico. 
I nomi delle monete. 
Damnatio memoriae. 
Memoria dell’antico, antenati e fondatori. 
I modelli antichi. 
Il lessico monetale. 
Le zecche e gli usi delle monete. 
Icona e ritratto: il volto dei sovrani vivi e dei sovrani defunti. 
Il ritratto dell’imperatore. 
Il volto di Cristo. 

2. Storia degli studi sul ritratto monetale medievale. 
I porcospini anglosassoni: ‘ritratti’ degenerati, lupa con gemelli, oppure navi a remi? 

3. Testo e immagine. 
I ritratti, la scrittura e il resto. 
La scrittura: il nome, i titoli e i numeri dei re. 
Composizione di testo e immagini. 
Altri elementi dell’iconografia monetale medievale. 

4. Le origini del ritratto monetale: il mondo greco e romano. 
Il mondo greco. 
Il mondo romano. 

5. Ritratti bizantini. 

6. I re dai lunghi capelli. 
Modelli e innovazioni dei ritratti monetali dei Regni romano-barbarici. 
Vandali. Ostrogoti. Merovingi. 
Il copricapo dei vescovi merovingi. 
Longobardi. Visigoti. Anglosassoni. 
Intorno al 690 d.C.: l’affermazione dell’immaginario sovrano altomedievale. 

7. Busti carolingi e re “senza memoria” (IX-XI secolo). Da Carlo Magno a Carlo il Calvo.
Monogrammi e busti: scambi e deformazioni. 
Ritratti anglosassoni da Offa ad Aroldo II. 
Il papa, san Pietro, san Gennaro. I re “senza memoria”. 
Il falso ritratto di un re “senza memoria”. 

8. L’Italia meridionale e la Sicilia: principi longobardi e sovrani normanni, svevi e angioini. 
Da Gisulfo II di Salerno ai re normanni. 
Enrico VI. Federico II. Gregorio IX e l’imperatore: ritratti ‘contro’. 
Gli Angiò. 

9. Imperatori e città, signori e papi sulle monete italiane tra XII e XIV secolo. 
Città e Federico Barbarossa. 
Città e Federico II. 
Da Enrico VII a Carlo IV. 
Signori e città. 
Roma, papi e senatori. 
Repubbliche. Modelli, dipendenza giuridica, autocoscienza: Francesco I Gattilusio. 

10. Immagini di sovrani nell’Europa medievale. 
Sovrani santi, santi sovrani. 

11. Le donne sulle monete. 
Donne raffigurate. 
Donne nominate e non raffigurate. 
Le regine reggenti. 
Re o regina? 

12. Verso le fine del medioevo: immagini e ‘veri’ ritratti dei nuovi signori. 
Le prime teste con uno spirito nuovo: re, duchi e marchesi. 
Bellezza in circolazione. 

13. Conclusioni. 
Post scriptum: l’“auto-icona” di Jeremy Bentham. 

Bibliografia. 
Crediti fotografici. 

Indice dei nomi di persona e di luogo.

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